Resa dei conti il 27 settembre 2026 Direttiva EmpCo: la Commissione europea fa un passo indietro sui parchi immobiliari esistenti, la Germania segue l’esempio.

A pochi giorni dall’entrata in vigore della direttiva EmpCo (Empowering Consumers for the Green Transition) il 27 settembre 2026, in ambito politico-giuridico, si sta delineando un finale di gara. La questione riguarda il destino delle scorte esistenti a partire dal 27/09/2026.

A questo proposito, la Commissione europea ha recentemente aggiornato le FAQ relative alla direttiva EmpCo. Secondo l’interpretazione originaria, a partire da tale data, le imprese avrebbero corso rischi considerevoli, anche se gli imballaggi e le etichette fossero stati pienamente conformi alla normativa al momento della loro produzione. Ciò avrebbe comportato costose rietichettature, richiami o addirittura la distruzione delle merci.

La nuova versione delle FAQ mostra ora un approccio decisamente più equilibrato. Essa si ricollega al «Common Understanding» della rete CPC già pubblicato a giugno, e offre alle autorità nazionali preposte all’applicazione della normativa un margine di manovra per trovare soluzioni proporzionate in merito alle scorte preesistenti. Il messaggio non è più esclusivamente «distruzione anziché periodo di tolleranza», ma anche “la tutela dei consumatori non deve portare a un inutile spreco di risorse”. Nel valutare la violazione della direttiva Empco, i tribunali nazionali possono tenere in considerazione gli sforzi compiuti dalle imprese per conformarsi alle norme, nel rispetto dei principi di proporzionalità, certezza del diritto e legittime aspettative.

Le FAQ, pur non avendo valore giuridico, rivestiranno tuttavia una notevole importanza per l’applicazione pratica negli Stati membri.

Parallelamente, anche in Germania si sta profilando una soluzione politica. Poiché l’attuazione tedesca della direttiva EmpCo originariamente non prevedeva una vera e propria disposizione transitoria per le scorte esistenti, il Bundestag dovrebbe ora approvare a breve una disposizione speciale. Il fulcro della normativa prevista è una valutazione di proporzionalità, in cui gli oneri economici e le conseguenze ambientali, in particolare la distruzione di merci già prodotte, devono essere valutati a fronte degli interessi della tutela dei consumatori. In questo modo la Germania creerebbe un equilibrio di interessi che, in ultima analisi, si avvicina maggiormente al principio di sostenibilità della direttiva rispetto a una soluzione puramente formale basata su una data di riferimento.

Anche l’Austria ha risposto introducendo una disposizione transitoria. Tuttavia, l’approccio austriaco si discosta in modo significativo dalle soluzioni tedesche attualmente in discussione. La normativa nazionale prevede sì una disposizione transitoria di carattere temporale, ma rinuncia in larga misura a un equilibrio esplicito equilibrio di interessi nei singoli casi. Di conseguenza, il periodo transitorio è rigido: i prodotti già immessi sul mercato prima del 27 settembre 2026 sono protetti da azioni inibitorie fino al 27 settembre 2029, a prescindere dalla possibilità di distruggerli o di mantenerli in circolazione con l’apposizione di adesivi sia possibile in modo semplice e rispettoso delle risorse.

Il 27 settembre 2026 rimane quindi una data di riferimento di notevole importanza. La vera resa dei conti, tuttavia, inizierà solo in seguito, quando si vedrà come i tribunali e le autorità applicheranno le nuove norme e come risolveranno nella pratica il conflitto tra tutela dei consumatori, sostenibilità e proporzionalità.

Nonostante le recenti agevolazioni, per le imprese ciò non significa, nonostante le recenti agevolazioni, che si possa abbassare la guardia. La direttiva EmpCo entrerà in vigore come previsto. Le dichiarazioni ecologiche, i marchi di sostenibilità e le etichette ambientali dei prodotti dovranno essere verificati senza indugio. Gli ultimi sviluppi dimostrano, tuttavia, che, anche a ridosso dell’entrata in vigore, vi è ancora spazio per soluzioni pragmatiche e che il dibattito europeo sulle scorte preesistenti è ben lungi dall’essere concluso.

GEISTWERT seguirà costantemente gli ulteriori sviluppi futuri a livello dell’UE, tedesco e austriaco e riferirà sull’applicazione pratica delle nuove norme EmpCo.

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